di Gianni Gigliotti
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GIGLIOTTI – PQS11021 – Aggiornamenti periodici su “la fine del mondo” (Agg01)
Dalla Torre di Babele all’Impero Romano ogni cosa è caduca
Disordine mondiale, le prime avvisaglie di un cambiamento epocale la ‘fine del mondo’ è inverosimile ma il fiume della vita è già esondato
Stiamo subendo un disordine mondiale impensabile fino a qualche anno fa, prima contenuto in quanto nel bene e nel male moritorato (dalle democrazie, dalle dittature, dal terrorismo) con un certo risultato di stabilità anche se critico e spesso subito, oggi in via di incontenibile esondazione con capacità d’intervento inaduegate, con poche certezze e nessuna tranquillità.
Segni che possiamo sintetizzare:
fermenti e venti di guerra dei Paesi del Medioriente e altri Continenti, dalle minacciose armi nucleari proliferanti e incontrollabili;
dagli scricchiolii di una economia senza più regole, alla mercè delle grandi speculazioni, incapace di rigenerarsi, di trovare un rimedio fine a se stessa, un bandolo per uscire dal tunnel sempre più buio;
dalle alchimie disperate di diversi Paesi con cambiamenti di orientamento politico da una stagione all’altra, nella speranza spesso delusa di trovare un’ancora di salvezza;
da una Natura violentata, sfruttata oltre ogni ingordigia, con la rottura del patto primordiale di equilibrio e reciproco rispetto con l’uomo, Natura che oggi presenta il conto con avvisaglie terribili e vendicative;
con politici come soldati di ventura, interessati al solo bottino di casta, miopi e di scarsa cultura, impegnati nella riffa il cui premio non è tanto il servizio e il rispetto per i cittadini elettori, quanto il conto occulto in Svizzera, le tangenti, l’ostentazione del potere;
la colpa imperdonabile di chi elude il proprio dovere di politico e di amministratore della cosa pubblica, speculando sul destino dei popoli, nulla facendo per porre fine a questo sciame di errori imperdonabili che stanno conducendo velocemente a una nuova apocalisse.
Come tutte le architetture anche le più solide, le più mirabili, se non continuamente puntellate, prima o poi sono destinate a crollare come la Torre di Babele o l’Impero Romano.
Giochiamo pure a questa improbabile ‘fine del mondo’ ma preoccupiamoci seriamente del divenire dell’umanità.
Gianni Gigliotti
aggiornamenti periodici su “la fine del mondo”


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